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«Orribile». Così gli Alpini sopravvissuti definirono la Campagna di Russia, il cui momento più drammatico resta la battaglia di Nikolajewka del 26 gennaio 1943, emblema della tragica ritirata dell’ARMIR e simbolo di un sacrificio che ancora oggi segna profondamente la memoria delle Penne Nere.

Il Corpo d’Armata Alpino partì per il fronte orientale con oltre 61 mila uomini. Dopo lo scontro di Nikolajewka, soltanto poco più di 13 mila riuscirono a salvarsi, ai quali si aggiunsero circa 7.500 feriti e congelati. Più di 40 mila soldati non fecero ritorno, piegati dal gelo, dalla fame e dai combattimenti. Tra loro anche numerosi Alpini della Divisione Tridentina, molti addestrati nel territorio astigiano e partiti dalla stazione di Asti il 18 luglio 1942. A guidarli fu il generale Luigi Reverberi, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Ogni anno, nell’ultima settimana di gennaio, la memoria di Nikolajewka viene rinnovata dalle iniziative dell’Associazione Nazionale Alpini. La Sezione ANA di Asti affida da sei anni al Gruppo di Cocconato l’organizzazione della commemorazione sezionale, mantenendo vivo il legame tra storia e territorio.

A San Damiano d’Asti, nella chiesa della Santissima Annunziata, sabato 31 gennaio si è svolta la cerimonia in ricordo dei reduci, dei caduti e dei dispersi della Campagna di Russia. La Messa solenne, celebrata dal priore Lorenzo Principato, ha visto la partecipazione dell’amministrazione comunale, del Gruppo Alpini locale, delle associazioni d’Arma e del volontariato.

Sempre a San Damiano, domenica 1° febbraio, si è tenuta la 74ª Assemblea Generale dei Soci del Gruppo ANA, presieduta dal capogruppo Giampiero Calorio, momento centrale per la vita associativa.

Novità infine ad Agliano Terme, dove il Gruppo Alpini ha rinnovato i vertici: per il triennio 2026–2028 è stato eletto capogruppo Michele Quazzolo, che raccoglie il testimone di Flavio Cagno, ringraziato per l’impegno e il lavoro svolto.

Un ricordo che non è solo celebrazione, ma dovere di memoria, per onorare chi non tornò e trasmettere alle nuove generazioni il senso di quel sacrificio.

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